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Il carceriere
By Alessandro Baruffi
Thursday, May 14, 2009
Rated "G" by the Author.
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An excerpt from the short story "Il carceriere", from "24 Racconti", see link below to publisher
http://www.lulu.com/content/paperback-book/24-racconti/2011343
...Mi misi in ascolto: il vento tremolante frusciava come una serpe. Mi arrampicai con fatica alla sottile fessura del muro; scorsi un brandello di cielo: sulle cime degli alberi nereggianti la luna irradiava una luce argentea. Silenzio era tutt’intorno. Una nuvola passo’ dietro il pinnacolo dei rami piu’ alti e poi si inabisso’. Reclinai il capo: sotto di me era il miserabile giaciglio, i miei stracci consunti, la lurida latrina, qualche oggetto insulso per la cura della mia inutile persona.
Mi coricai e al buio mi guardai le mani fratricide. Mi sovvenne il ricordo del fiotto di calore che venne ad esse quando, serrato il collo della mia vittima, presi a stringere con foga la sua gola e il suono sordo del cedere dei nervi e delle ossa della nuca. Mi misi in piedi scosso da un fremito di terrore; mi parve che l’oblio fosse l’unica possibilita’ di espiazione. Mi aggrappai al legno della porta come a una scialuppa in torbide acque tormentate. Sentii intimamente l’assenza di qualunque dio e follemente derisi l’idea stessa di una qualche sua possibile e remota esistenza. Il corpo mi peso’ indicibilmente: le mani eran mani, le gambe e le braccia eran braccia e gambe, e la testa testa. Sangue circolava da qualche parte; sangue rosso, sangue versato, sangue raggrumato e perduto.
La porta cedette sotto il molle peso delle mie spoglie di morto e si spalanco’. La luna in cielo con la sua luce mi benediceva, come una qualunque creatura della terra, come i sassi, come le fronde degli alberi, i tronchi, i ceppi nella terra negra. Mi volsi per un istante verso il basso tugurio della mia prigione, poi mi misi in cammino: la radura cedeva spazio ad arbusti e pini marittimi e declinava. Presi un sentiero scosceso che conduceva ad una ripida scogliera cui innanzi si apriva la vastita’ del mare. La’ in basso le acque ruggivano e percuotevano spumeggiando le bianche rocce. Un vento odoroso di sale e pregno di umidita’ tirava furioso verso la terra agra...
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